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01

Il Cavaliere e lo Stalliere

Un mafioso ad Arcore

Per me Berlusconi era proprio come un parente. La fiducia che aveva in me era pari a quella che io avevo in lui e nella sua famiglia. A Berlusconi ci voglio bene, fino ad oggi. E' una persona onesta, scrivetelo.
(Vittorio Mangano, boss della famiglia di Porta Nuova, condannato a due ergastoli per mafia, omicidio e traffico di droga, "Corriere della sera", 14 luglio 2000).

Da "L'Odore dei soldi" di ElioVeltri e Marco Travaglio - Origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi. Editori Riuniti.

02

Documenti

L'intervista a Paolo Borsellino prima delle stragi

Borsellino parla di Mangano, Dell'Utri e Berlusconi.

di Fabrizio Calvi, Palermo 21 maggio1992

03

23 maggio e 19 luglio 1992

Le stragi

Riina ebbe a dire: Io mi sto giocando i denti, possiamo dormire tranquilli, ho Dell'Utri e Berlusconi nelle mani, che questo č un bene per tutta Cosa nostra - Salvatore Cancemi, collaboratore di giustizia, 29 gennaio 1998.

da "L'Odore dei soldi" di ElioVeltri e Marco Travaglio - Origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi. Editori Riuniti.

04

Dopo le stragi

La nascita di Forza Italia

<<...Berlusconi mise sotto accusa Dell'Utri, specificando che nei sondaggi Forza Italia stava scendendo proprio per questo problema dei suoi rapporti con la mafia. Ricordo che la reazione di Dell'Utri mi sorprese alquanto in quanto mi disse testualmente: Silvio non capisce che deve ringraziarmi, perché se dovessi aprire bocca io...>> - Ezio Cartotto ex dipendente Publitalia, intervista sul Corriere della sera, 12 aprile 1996.

da "L'Odore dei soldi" di ElioVeltri e Marco Travaglio - Origini e misteri delle fortune
di Silvio Berlusconi. Editori Riuniti.

05

Mafia e politica

Dell'Utri, la mafia e il silenzio dei media

Dell'Utri era presente a una riunione del '92 nella quale c'erano anche D'Agata e altri personaggi di Catania come Aldo Ercolano [esponente di vertice dei clan catanesi]. Si discuteva della strategia di portare avanti un partito nuovo per fare delle cose in Italia e aggiustarne altre come il 41 bis. Bisognava anche screditare i pentiti e proprio a questo doveva servire il partito nuovo. Maurizio Avola, collaboratore di giustizia.

di Giuseppe Giustolisi / Micromega, La primavera n.2 del 9 marzo 2006

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